«… Bruno aveva sempre sostenuto che la pausa pranzo fosse l’ultimo spazio di dignità rimasto nel pubblico impiego. Non la contrattazione. Non il tavolo tecnico. Non la delibera integrativa. Il pranzo…»
Stefano Boragine, bolzanino, classe 1966, lavora nella pubblica amministrazione da circa quarant’anni e da oltre quindici è dirigente sindacale. Nel corso della sua attività si è distinto per interventi diretti, spesso controcorrente e mai accomodanti, affrontando con determinazione i temi del lavoro e della pubblica amministrazione. Convinto che il confronto non debba piegarsi al conformismo, ha sempre difeso la libertà di esprimere le proprie idee.
Con Il Sindacalista Cattivo esordisce nella narrativa, scegliendo la satira come chiave per raccontare i vizi del potere e le debolezze umane. Il romanzo racconta la storia di un uomo (sindacalista) che, non avendo trovato il modo di migliorare il mondo, decide di migliorare sé stesso a spese degli altri, trasformando un tranquillo Comune della provincia di Bolzano in un monumento permanente alla propria vanità, con risultati tanto esilaranti quanto devastanti. Una commedia grottesca, ironica e corrosiva che diverte, inquieta e invita a riflettere su quanto sia sottile il confine tra ambizione, potere e vanità.